Rossobaffo
Chirurgo estetico da un quarto di secolo.
Tanti scrittori in uno, da una vita.
La mia passione
Tutti hanno una passione, la mia è scrivere.
L'ho tenuta tutta per me, questa mia passione, per tanti anni, come fosse un'amante, finché mi sono ritrovato con barba e capelli bianchi e, soprattutto, con tremila pagine che scalpitavano nei miei cassetti per diventare un libro.
Un libro strano, senza un inizio né una fine:
"I CAMPI DEI CICLOPI".
I miei lettori
Mi rimproverano di non essere uno scrittore “facile”. Non posso farci nulla. Mi consola il sospetto che i libri facili da leggere siano anche i più facili da dimenticare. Forse non è così, ma cosa importa. È il mio modo di scrivere e non potrei cambiarlo, anche se lo volessi.
La mia motivazione
Essere un chirurgo estetico discretamente affermato è la mia forza. Non ho bisogno, per mantenermi, di lettori distratti che acquistino i miei libri.
Grazie alla mia professione, posso concedermi preziose stilografiche e cravatte di seta senza pubblicare un solo rigo, se non ne sono convinto.
Sono - insomma - il Mecenate di me stesso.
I campi dei ciclopi
Tutti i miei scritti convergeranno in quest'unica opera "presuntuosa".
Presuntuosa perché, da perfetto sconosciuto, mi cimento in ciò che nessuno scrittore affermato ha mai tentato:
riscrivere la Divina Commedia.
(Vi pare poco?)
I miei punti di forza
Sono tutti nei miei difetti, nelle mie carenze , nei miei salti nel buio. Sono e resterò sempre un dilettante che, nello scrivere, non prova nessun diletto.
Perché scrivo? Scrivere per me non è né una necessità né un piacere. Non mi sento particolarmente gratificato e neanche realizzato quando scrivo. Mi piace sentire il fruscio della mia stilografica, i graffi prodotti dal pennino sul foglio bianco. Il vuoto che si riempie di un qualcosa. Tutto qui.
La mia storia
A venticinque anni avevo già scritto due romanzi che considero ancora adesso tra i miei più belli.
Se li avessi pubblicati avrei avuto, probabilmente, un certo successo: erano semplici e molto intensi, fin troppo. Ma a quell'età, come artista, non riuscivo a gestirmi: ero eccessivo.
Forse per questo ho deciso di smettere.
Poi, raggiunta la maturità, ho scoperto, quasi per caso, il posto più sperduto della più sperduta isola delle Eolie: Ginostra, e me ne sono innamorato.
Proprio lì ho trovato il mio strano equilibrio: mi sono diviso in due parti perfettamente uguali.
Chirurgo estetico per venticinque giorni al mese nella "grande città di Pietra Nera" e, negli altri cinque, medico per venti abitanti, quattro muli e un'infinità di gatti.
E scrittore "in incognito", soprattutto.
Addio a Ginostra...
Il collega Filippo Alibrandi festeggia i suoi settant'anni nel più triste dei modi: va via dalla sua amata isola per raggiunti limiti d'eta.
Porta via tutte le sue cose caricando al massimo il nostro particolarissimo taxi.
Adesso sono io il più vecchio e, non passerà molto tempo, e toccherà anche a me.